07 settembre 2015
Mettersi nei panni (e nelle scarpe!) altrui…almeno per un giorno.
Ora è possibile farlo davvero visitando il nuovo Empathy Museum di Londra.
Questo fine settimana trascorso a Londra è stato fra i più istruttivi della mia vita. E’ un’affermazione un po’ forte, lo so, ma è così, soprattutto perché sono partito all’improvviso, senza averlo programmato.
Venerdì 4 sono stato all’inaugurazione dell’Empathy Museum, il primo Museo dell’Empatia, con la prima installazione intitolata A Mile in My Shoes (Un miglio nelle mie scarpe).
Ero molto curioso perché l’empatia rappresenta in un certo senso anche il cuore del magazine dove scrivo, www.themoodpost.it, definito da molti come una rivoluzione nel mondo delle news, in cui il lettore può scegliere le notizie in base al suo stato d’animo.
Ma devo dire che il Museo ha fatto un passo in più: a tutti i presenti, me compreso, è stato chiesto di scegliere un paio di scarpe di uno sconosciuto e camminare lungo il Tamigi, ascoltando in cuffia la storia del proprietario. E nonostante la folla presente, ho voluto ripetere l’operazione e scegliere un altro paio di scarpe per ascoltare un’altra storia.
Mi hanno spiegato che il Museo, e soprattutto questa prima installazione, nasce da un vecchio e famoso detto anglosassone che non conoscevo: “Prima di giudicare qualcuno prova a camminare per un miglio con le sue scarpe”. Ed è stato proprio così: istruttivo, oltre che emozionante, perché anche solo per un’ora mi è sembrato di immergermi in una storia altrui e soprattutto di comprenderla senza giudicarla a priori…
Se è vero che viviamo in un mondo iperindividualistico, dove le nostre capacità di provare empatia diminuiscono sempre più, questo è stato davvero un modo speciale di mettersi nei panni di qualcun altro e guardare il mondo con i suoi occhi (oltre che percorrerlo con le sue scarpe!).
