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22 marzo 2015

Il secondo prima…di mettere in bocca il miele.

Da Winnie The Pooh a Charlie Brown: non esiste una sola felicità...

WinnieThePooh

Il momento più felice della vita coincide con il secondo prima di mettere in bocca il miele. Quel secondo non è secondo a nessuno”.

Così la pensa Winnie The Pooh, che avrebbe sicuramente festeggiato con un gigantesco barattolo di miele la Giornata Internazionale della Felicità di venerdì scorso (leggi l’articolo: Giornata Internazionale della Felicità).
Ho scelto questa immagine “animata” per spiegare che la felicità è sempre in movimento, non è mai statica, e cambia, muta, a seconda dei momenti che viviamo e dell’età che abbiamo.
I bambini sono felici quando giocano; i ragazzi quando rincorrono e sfidano la vita facendo progetti; gli adulti lo sono quando ancora riescono a sorprendersi per qualcosa, e gli anziani sono felici quando possono godersi, sorridendo e con il cuore in pace, tutti i loro ricordi.
In un concetto: non esiste una sola felicità , ma si presenta sotto le forme più diverse. E’ inaspettata e non è quasi mai per sempre, non c’è tutti i giorni, per cui bisogna riconoscerla e, quando si palesa all’improvviso, farla entrare. Ed è anche quanto di più soggettivo esista e ognuno di noi ha al riguardo un suo termometro personale: chi predilige una cena con gli amici o partire per una vacanza, chi guidare un’auto sportiva o fare un lungo bagno in mare; e ancora chi fare una battaglia a palle di neve o praticare lo sport preferito.

Vogliamo però trovare un difetto alla felicità? Uno solo, ma c’è. La felicità ci “spacca” infatti la vita in due: il prima e il dopo, purtroppo senza che ci sia dato conoscerne in anticipo la durata. Per cui, quando “ci cade in testa” all’improvviso, dobbiamo  riconoscerla, tenerla ancorata a noi il più possibile e conservarla con cura, perchè dopo che l’abbiamo vissuta…ci sentiamo peggio di prima che bussasse alla porta.
E allora che fare? Potremmo provare ad allenarci alla felicità, visto che purtroppo non è né innata né tanto meno ereditaria, ma la si può solo costruire e coltivare giorno per giorno, come ci insegnano i filosofi sin dall’antichità: comportandoci come se fossimo felici, lo diventeremo un po’ di più.

C’è anche chi dice che per essere felici ci vuole qualcosa da fare, qualcuno da amare , e soprattutto qualcosa da sognare. Forse è così…io però voglio essere più concreto, e pensarla come Charlie Brown: “La felicità è il singhiozzo dopo che è passato”.

firma_danilo_TheSnarky




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