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17 agosto 2014

Un gioco curioso per quando restiamo senza parole.

Cosa possiamo fare quando le parole stentano ad arrivare? Giochiamo: un dialogo improvvisato, quasi surreale, fra due mood può aiutare a sbloccarci.

Paesaggio scozzese

Mood Blue – Venerdì pomeriggio?
Mood Lost – Si, così mi aiuti anche ad appendere un quadro al muro verde.
Mood Blue – Ok, porto io il vino rosso per la cena.
Mood Lost – Ah…si è definitivamente rotto il ferro da stiro. E anche il lettore DVD non funziona più …proprio stasera  che volevo rivedere L’amore non va in vacanza
Mood Blue – Non ti preoccupare, te li regalo nuovi entrambi.
Mood Lost – Grazie…comunque mi manca l’aria.
Mood Blue – Anch’io respiro male…credo sia il solito “tutto e il contrario di tutto.”
Mood Lost – Io direi che si chiama vita.

Non siamo diventati pazzi all’ improvviso, e non è neppure il poco sole di questa strana estate che ci ha dato alla testa…è solo quanto di meglio siamo riusciti a costruire aprendo il vocabolario e scegliendo casualmente dieci parole, quelle in grassetto. (Anche il titolo del film e’ stato scelto casualmente, aprendo il Mereghetti).
Chissà quante volte vi è capitato di trovarvi davanti a una persona e non sapere cosa dire, pur avendo dentro di voi “materiale” per parlare anche due giorni di fila. Ecco, quando succede, fate il gioco che abbiamo fatto noi oggi, improvvisando; e se non avete il vocabolario sotto mano utilizzate le prime dieci parole che vi vengono in mente.

Questo gioco e’ la nostra personale e certamente bizzarra interpretazione di quello che il famoso psichiatra e scrittore Irvin D. Yalom definisce la terapia del “qui-e-ora“: si toglie momentaneamente valore al passato, ai ricordi, per concentrarsi solo su ciò che accade in quello spazio (qui) e in quel lasso di tempo (ora). In una parola, un approccio che prova a “resettare”.
E’ normale non riuscire ad esternare tutto quello che abbiamo dentro, o semplicemente non fare domande per paura di sentire le risposte; in questi casi “premiamo” il tasto RESET della nostra mente e, anche solo per un’ora, fermiamoci per capire come vanno le cose dentro di noi. Creiamoci un dialogo virtuale, come quello sopra fra i due mood, anche con domande e risposte: spesso potrà sembrare surreale, ma a volte magari sarà indovinato rispetto a quello che pensiamo o che vorremmo dire a qualcuno.

Attenzione però a non esagerare…”Spesso sostengo lunghe conversazioni con me stesso e sono così intelligente che a volte non capisco nemmeno una parola di quello che dico“, diceva Oscar Wilde.

firma_danilo_TheSnarky




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