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01 novembre 2015

Da spiaggia e ombrelloni…direttamente a Babbo Natale.

Siamo sicuri che i mesi di transizione non contino proprio nulla?

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Il mio dentista mi ha chiesto l’altro giorno come sono andate le vacanze: sul momento non ho ben compreso a cosa si riferisse…poi ho realizzato che parlava ancora di quelle estive.
Due ore dopo entro in un grande magazzino e all’ultimo piano è tutto allestito come se il pranzo di Natale fosse dopodomani…; e in una famosa catena di supermercati sono già in vendita i panettoni da qualche settimana.

Ma questo periodo fra l’estate e il Natale non lo considera proprio nessuno? Eppure sono quasi quattro mesi, una stagione intera. Invece sembra che chiuso l’ombrellone e ripiegata la sdraio a fine agosto, il giorno dopo si debba già pensare alle decorazioni dell’albero di Natale e alla cena della Vigilia: a casa, dai genitori o dai suoceri? (che è poi il vero dilemma natalizio!)
E poi, a seguire, sarà tutto così per il resto dell’anno: dopo il Natale ci sono solo la Pasqua e i vari ponti che ruotano intorno al 25 aprile/1 maggio, poi si va diretti all’estate, e il ciclo ricomincia. E ruota sempre attorno alle stesse domande: dove vai ad agosto? Cosa fai per Natale? Pasqua al mare oppure chiudi la stagione in montagna?
Pensate se qualcuno vi chiedesse un giorno: cosa fai a novembre? Hai organizzato qualcosa a gennaio? Beh, lo prendereste per matto…

Capisco che ci siano periodi dell’anno non proprio esaltanti per la mente e soprattutto per gli occhi (il cielo che vedo ora dalla finestra del mio ufficio, a Milano, è un misto fra il grigio topo e un bianco sporco…), e novembre è certamente uno di questi, ma personalmente cerco di apprezzare invece la calma e il lento trascorrere del tempo di questi mesi di transizione.
Per cui il messaggio è di stare sempre in guardia, con occhi ben aperti, perché è nei momenti più impensati, nei periodi più grigi e banali, che accadono le cose più belle, e quasi sempre inaspettate.

firma_danilo_TheSnarky




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