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01 febbraio 2015

“Bollire lentamente” è un errore da non fare mai…

Non comportiamoci come le rane: ogni tanto dobbiamo saltar fuori dall'acqua!

frogs

Se mettiamo una rana in una pentola di acqua che sta bollendo, la rana tenta immediatamente di schizzare fuori, nel tentativo di scampare il pericolo. Ma se la mettiamo in una pentola di acqua fredda che poi mettiamo su un fuoco basso, la rana non si accorge del progressivo aumentare della temperatura e finisce per bollire viva.

Perdonate la macabra immagine di questa storia…e provate a trasferirla invece nella vita reale. Talvolta non ci accorgiamo di “bollire lentamente”, perché sembra che tutto vada bene, che sia tutto normale. Non percepiamo che alcuni piccoli cambiamenti trasformano noi stessi e la vita intorno i noi, creando dei piccoli scompensi. Ma ad ogni piccolo cambiamento, involontariamente digerito, se ne può aggiungere un altro, e poi un altro ancora…fino a creare, magari dopo mesi o anni, trasformazioni profonde e irreversibili.

Come fare allora ad accorgersi di tutto ciò, ad essere sempre vigili e con gli occhi aperti?
Per prima cosa dobbiamo cercare di non accontentarci mai, di volere sempre il massimo ma soprattutto di dare il massimo in ogni cosa che si fa: nel lavoro, nell’amore, ma anche nello sport e nei nostri hobbies.
Dobbiamo avere sempre chiara la visione di noi stessi: chi siamo e cosa vogliamo. Tutto deve ruotare intorno a questo, in modo da riuscire a mettere a fuoco immediatamente anche i piccoli cambiamenti di cui parlavamo.
Certo, definire un limite entro il quale possiamo accettare di “bollire lentamente” può aiutare, ma è indispensabile riconoscere il segnale di allarme. Questo significa in un certo senso costruirci un “termometro” personale per misurare gioie e dolori e i loro effetti su di noi; controlliamo però spesso il termometro, per evitare che situazioni impercettibili comincino a deteriorarsi.

Vogliamo semplificare? Non comportiamoci mai come le rane che, inconsapevoli di quello che succede intorno a loro, aspettano solo di recuperare la loro dose di cibo quotidiano. Dobbiamo ogni tanto saltar fuori dall’acqua, senza però aspettare che sia troppo calda; magari poi ci ritufferemo nella stessa “pentola”, con la convinzione però di aver valutato, cambiato o assorbito tutto quanto accade intorno a noi.

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firma_danilo_TheSnarky

 

 

 




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