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13 luglio 2014

House of cards: la serie tv che provoca dipendenza

La ragnatela di Washington intrappola i telespettatori di mezzo mondo

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House of Cards è la serie TV che sta facendo parlare più di sè in assoluto. Il serial che racconta gli intrighi del palazzo americano e chi, entrato nel suo tunnel, fa fatica ad uscirne, intrappolato in una ragnatela di trame che non possono non catturare il telespettatore, incantato dalla qualità delle immagini e delle sceneggiature e, soprattutto, dalla posta in palio.

Passata alla storia come la prima serie TV più ad alto budget scritta per il servizio streaming di Netflix, è basata sull’omonima serie britannica che, a sua volta, adattava un romanzo di Michael Dobbs. Eppure, rispetto alla modestia borghese della politica britannica, gli affari di Washington sono molto più drammatici. Ed è qui, forse, che risiede il segreto del suo successo.

Il protagonista altri non è che Kevin Spacey, rappresentante democratico al Congresso su cui si rincorrono le voci di una sua nomina a Segreatrio di Stato. Il personaggio interpretato da Spacey, Frank Underwood, è un uomo caratterizzato da un pragmatismo assoluto, disposto a tutto pur di ottenere i suoi scopi.

Come tutte le grandi serie TV, il fulcro della storia sono i dilemmi etici che affrontano i personaggi, costretti, in molti casi, a fare del male per un bene più grande. Il punto è che spesso fare del male significa ferire chi ci è più caro. La domanda che pone continuamente il serial è se basti il fine a giustificare ogni mezzo. La domanda rimane in sospeso per tutta la serie che, ad aprile 2014, è sbarcata in Italia sulle frequenze di Sky Atlantic e che negli Usa è appena arrivata alla terza stagione.

Il numero zero del serial era stato presentato a Amc e a Hbo che non sono riuscite ad offrire una somma sufficiente ad assicurarsi la prima stagione che, così è andata a finire nelle mani del servizio di streaming Netflix. Vincitrice di un Emmy, la serie promette di continuare a far parlare di sè, tenendo attaccati allo schermo milioni di telespettatori in tutto il mondo.




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