28 luglio 2014
Orange is the New Black: un gruppo di detenute in tuta arancione
La nuova serie TV, arrivata a giugno in Italia, racconta storie di donne, tra errori di vita, omosessualità e pene detentive da scontare
La serie TV che vede protagoniste delle detenute in tuta arancione è ispirata a Piper Kerman, una ragazza americana che scontò una pena di 13 mesi, nel carcere di Danbury (Connecticut), per riciclaggio di denaro, dopo aver avuto una storia d’amore con una donna immischiata nel traffico di droga. Orange is the new black: my year in a women’s prison (Spiegel & Grau, 2010) è il titolo del suo romanzo autobiografico in cui racconta l’esperienza.
Considerata per molte scene una serie hot, racconta quindi la storia di Piper, per tutti Chapman (Taylor Schilling) all’interno di un carcere femminile. La protagonista, fidanzata e prossima alle nozze con Larry (Jason Biggs), decide di confessare di aver trasportato dei soldi illegalmente quando aveva 20 anni ed era fidanzata con Alex, ragazza conosciuta in un pub che per lavoro trafficava droga.
Le storie delle detenute in tuta arancione (colore delle divise delle “novelline”) si intrecciano sono la vera forza di questa serie, e fanno subito passare in secondo piano le scene di sesso. Orange is the new black fa sorridere e riflettere, anche su temi delicati e affrontanti dalla società ancora in modo controverso, come l’omosessualità, affrontata invece nella serie con naturalezza, senza falsi moralismi.
Il cast variegato, regala storie mai banali, ricordando in ogni puntata quanto il carcere sia duro e di come sia facile sbagliare nella vita. Le attrici hanno partecipato, a luglio di quest’anno, all’ultimo Gay Pride di New York e San Francisco, sfilando sul carro sponsorizzato da Netflix.
Sono previste la seconda e la terza stagione.