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17 giugno 2014

4C: impariamo la classificazione dei diamanti

Peso, taglio, colore e purezza. Cosa sono le 4C e perché sono nate

Scala colori GIA Diamanti

Il diamante è ritenuto il minerale più prezioso sulla Terra. Per questo motivo sono stati creati, intorno agli anni ’40, quattro parametri, per classificare e comparare le diverse qualità e determinare il valore dei diamanti. Il Gemological Institute of America” ha coniato le 4C dalle iniziali di: Carat weight (peso in carati), Clarity (purezza), Color (colore), Cut (taglio).

Carat weight

Il carato (si stema di misura nato nel 1800 circa, dalla media pesata di semi di carruba) equivale a 0,20 grammi, 1/5 di grammo. Una gemma da 5 carati peserà quindi 1 grammo. Non sempre un diamante con più carati ha un valore maggiore di uno più piccolo. Dipenderà infatti dalla combinazione delle altre 3 C.

Clarity

Per stabilire la purezza, è stata ideata una scala.

  • F (Flawless): Puro, sia internamente che esternamente.
  • IF (Internally Flawless): nessuna caratteristica interna.
  • VVSI 1 – VVSI 2 (Very Very Slightly Included): piccolissime inclusioni, leggeri difetti difficili da individuare
  • VSI 1- VSI 2 (Very Slightly Included): piccolissime inclusioni visibili
  • SI 1 – SI 2 (Slightly Included): piccole inclusioni visibili
  • I1 (Included 1): inclusioni visibili a occhio nudo, ma con difficoltà
  • I2 (Included 2): inclusioni visibili a occhio nudo
  • I3 (Included 3): inclusioni evidenti.

Si evince quanti fattori possano determinare la purezza di un diamante. Un diamante puro, ovvero privo di inclusioni (caratteristiche interne) e di caratteristiche esterne, è infatti rarissimo. Le caratteristiche e irregolarità (segni identificativi) nella struttura di un diamante si creano, durante la sua formazione, a svariati chilometri di profondità della Terra (tra i 150 e i 230 km circa) in condizioni estreme di calore e pressione. Un diamante non è altro che una delle tante forme in cui può presentarsi il carbonio.

Color

Anche per i colori è stata fatta una scala (GIA). I valori vanno dalla D (incolori) alla Z (giallo). Un diamante D è considerato il più puro, un diamante Z il più comune (il colore giallo è dato dall’azoto). Altri colori come rosa, rosso, blu, verde, sono i più rari (in questi casi vengono usate altre scale di colori (GemSet, Munsell).

Hope_Diamond

The Hope Diamond al Smithsonian Museo di Storia Naturale

Cut

Il taglio di un diamante ha un’elevata importanza, in quanto ne fa risaltare le caratteristiche. Dovrà quindi avere tre attributi. La brillantezza (ovvero la luce riflessa), il fuoco (la dispersione) e lo scintillio. Per determinare la qualità di un taglio, bisogna fare riferimento a tre fattori: simmetria, finitura e proporzioni. Da cui ne seguiranno 5 diversi gradi di valutazione: eccellente, molto buono, buono, sufficiente e scadente.

Quindi se abbiamo un diamante di 2 carati sarà più costoso di uno da 0,50, ma solo in termini di peso. Se il diamante da 0,50 avrà un colore D e una purezza F e un taglio eccellente, varrà sicuramente di più.




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