19 marzo 2015
Le più belle salite d’Italia per i ciclisti fai da te
Tra panorami mozzafiato e pendenze ostiche, le migliori salite d'Italia da sfidare a colpi di pedali
Niente appassiona uno sportivo e mette alla prova un ciclista, professionista o amatoriale, come le salite. Le salite sono l’essenza del ciclismo: hanno raccontato emozioni, duelli, sono state il simbolo delle competizioni più famose, dal Giro d’Italia al Tour de France. Ma quali sono le salite più belle da consigliare agli appassionati della bici? Sono molte e soprattutto vanno affrontate con la giusta preparazione fisica e non come prova iniziale.
Le più belle salite d’Italia
La salita del passo dello Stelvio, classificabile come una salita alpina lunga, dal grande dislivello e dalla grande quota altimetrica raggiunta, con pendenze di media difficoltà, è una salita affascinante e impegnativa da tutti e tre i versanti (italiani e svizzero). Il più difficile è però quello italiano-altoatesino che, a partire da Prato allo Stelvio (915 m s.l.m.), sale per quasi 26 km con pendenze via via crescenti (circa l’11% nell’ultimo chilometro). La salita del Gavia, classificabile come salita alpina lunga, dall’importante dislivello, dall’elevata quota altimetrica raggiunta e con pendenze medio-alte dal versante di Ponte di Legno, è meta frequente di cicloamatori d’estate. Meno duro (più lunga, ma pendenze meno difficili) il versante opposto da Bormio-Santa Caterina Valfurva La salita che porta alle Tre Cime di Lavaredo è una strada privata che devia dalla statale 48bis subito dopo il lago di Misurina e termina al rifugio Auronzo, a quota 2333, dopo circa 7 chilometri; la scalata vera e propria però inizia dopo il casello per il pagamento del pedaggio (le biciclette sono esentate) e da lì sono 4 chilometri e 700 metri.Il dislivello da superare su questa breve distanza è di ben 473 metri, con una pendenza media superiore al 10%, ma se si considera che il tratto subito dopo il casello è ancora di leggera discesa e pianura, la pendenza media dei rimanenti chilometri aumenta considerevolmente. Non ci sono altri versanti, perciò si sale e si scende da un’unica strada, così chi arranca nel bel mezzo delle pendenze incrocia inevitabilmente chi oramai si gode la discesa con animo leggero, al colmo del sollievo e dell’orgoglio, oggetto di indescrivibile invidia. Il Passo di Giau è uno dei passi leggendari del Giro d’Italia, soprattutto dal versante di Colle Santa Lucia e Selva di Cadore, per la sua durezza (misura 10,1 km con una pendenza media del 9,1%) e la sua costanza, mentre il versante ampezzano è più breve (8,6 km) e leggermente più facile (8,3% di pendenza media) anche se rimane molto impegnativo in quanto la pendenza media è falsata da alcuni facili tratti iniziali, mentre nella parte centrale e finale è molto dura e costante. Si tratta di una salita spettacolare e panoramica, da cui si scorgono numerose vette (Marmolada, Tofane, Cristallo, Sorapiss, Croda da Lago, Lastoni di Formin, Cadini di Misurina). La salita del Colle di Fauniera, nelle Alpi Cozie in Piemonte: bellissima per chi ama i paesaggi e molto dura per chi ama le pendenze ostiche.Sulla sommità del Colle è stato posizionato un monumento in ricordo di Marco Pantani che nel Giro del 1999 fu autore di una memorabile tappa che lo portò a conquistare la maglia rosa a Borgo San Dalmazzo.
Foto tratte da Wikipedia.





