05 ottobre 2014
David Bowie: ritratto del Duca
"Non sono un profeta o un uomo dell'età della pietra, solo un mortale con il potenziale di un superman". David Bowie
Ha viaggiato da Londra fino a Berlino la mostra interamente dedicata al Duca Bianco, terminata l’agosto scorso. Un evento emozionante che non poteva far altro che commuovere i fan di David. Se ve la siete persa, niente paura, il 25 e 26 novembre arriva nelle sale italiane “David Bowie is” un tour cinematografico girato al Victoria and Albert Museum di Londra che ci farà rivivere 50 anni di carriera e di trasformazioni di un artista inarrivabile.
Chi è David Bowie lo sappiamo davvero tutti, un uomo che non ha e non avrà mai eguali. I cliché lo definiscono un cantante camaleonte capace di adattarsi alle moda e alle tendenze, un concetto sicuramente vero, ma forse un po’ troppo semplicistico. Riassumere la carriera artistica in poche righe, cercando di esaltarne tutti gli aspetti, non è facile, proveremo quindi a consigliarvi alcuni album che non possono non essere ascoltati.
La premessa è d’obbligo, sarebbe bene ascoltare tutti gli album, per poi trovare il “nostro” periodo preferito. Detto questo partiamo ovviamente dagli esordi e per capire quanto fosse all’avanguardia dobbiamo procurarci il primo album “David Bowie“- 1967, in cui verremo travolti da brani come Rubber band, She’s Got Medals, Come and Buy My Toys.
Altra premessa, il periodo che va dal 1967 fino al 1986, da molti considerato il migliore, è basilare per una prima conoscenza. Arriviamo quindi al 1969 con “Space Oddity“, al 1970 con “The Man Who Sold the World” e al 1972 con “The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars” (album in cui viene crea il suo alter-ego musicale Ziggy) tre dischi in cui sono racchiusi famosissimi brani come: The Man Who Sold the World, Five Years, Starman, Ziggy Stardust , Suffragette City e Rock ‘n’ Roll Suicide.
Nel 1974 uscirà “Diamond Dogs” e nel 1976 sarà la volta di “Station to Station” seguito da un tour che segnerà la creazione di un nuovo personaggio, il “Duca Bianco“. Sono anni in cui l’artista mette a repentaglio la sua salute svariate volte consumando grandi quantità di droghe, ma deciso a ripulirsi nel 1976 si trasferisce a Berlino dove non possiamo non menzionare la trilogia berlinese “Low“, “Heroes“,”Lodger“- 1977-1979 e la grande collaborazione con Brian Eno e Iggy Pop.
Gli anni ’80 sono etichettati come fase pop, un ascolto forse più semplice a portata di radio che contribuirono alla popolarità di brani come: Ashes to Ashes, Dancing in the Street,Let’s Dance e Under Pressure (Bowie+Queen). L’evoluzione passa dal pop al periodo elettronico-sperimentale che lo vede impegnato in una nuova collaborazione con Brian Eno, nell’album “Outsider” del 1995. L’ultimo album di David Bowie è “The Next Day” uscito nel 2013, un lavoro che ha lasciato viva la speranza di un nuovo tour, ma di cui ancora non si hanno ancora notizie.
E’ doveroso parlare del Bowie attore, la grande presenza scenica e la capacità di interpretare ruoli diversi non potevano non portarlo a recitare. Lo troveremo quindi nelle vesti di un alieno (“The Man Who Fell on Earth” di Nicolas Roeg), di un vampiro (“Miriam si sveglia a mezzanotte” di Tony Scott), di un maggiore dell’esercito britannico (“Merry Christmas Mr. Lawrence” di Nagisa Oshima), di un Re (“Labyrinth” di Jim Henson) e di Andy Warhol (“Basquiat“, di Julian Schnabel).