30 ottobre 2017
Marilyn Monroe, dai file su Jfk emergono sconcertanti e clamorose verità.
Perché la teoria del complotto "prevede" un colpevole preciso, Bob Kennedy.
Tra i 2.800 documenti resi pubblici dall’amministrazione Trump spunta una nota dell’8 luglio del 1964 scritta dall’allora numero uno dell’Fbi, J.Egdar Hoover. In questo rapporto di undici pagine Hoover informava l’allora procuratore generale Robert Kennedy dell’uscita di un libro intitolato ‘The Strange death of Marilyn Monroe‘, in cui si sosteneva la tesi di un ‘love affair‘ tra lui e Marilyn, definendolo “un segreto ben conosciuto a Hollywood“.
Secondo quanto scritto nel libro, Bob Kennedy era nell’abitazione di Marilyn a Brentwood, California, al momento della sua morte, ufficialmente avvenuta per una overdose causata da un eccesso di barbiturici.
La tesi di fondo sostenuta nel libro è che Marilyn minacciò Bob Kennedy di denunciare la loro relazione se lui non avesse divorziato dalla moglie, rovinando così le sue aspirazioni presidenziali. Fu così che Bob decise di passare “a un’azione drastica“.
Questa tesi è molto cara agli amanti del complotto, secondo cui la morte di Marilyn Monroe- il 5 agosto 1962 – sia stato un omicidio mascherato da suicidio.