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14 novembre 2014

Il fascino della Bombetta, il cappello più amato dagli hipster

Il cappello dall'anima gentile

bombetta

La storia della bombetta, uno dei cappelli più estrosi che esistano, è davvero curiosa. Si narra che il primo esemplare fu realizzato dai fratelli Thomas e William Bowler e venduto nel 1849 a una cappelleria londinese, dove Edward Coke lo scelse come copricapo dei guardiacaccia di Hokham Hall di Norfolk. Il negozio rimbalzò l’ordine ai Bowler da cui il cappello prese il nome, sostituito in italiano dal termine “bombetta”.  Alcuni sostengono invece che a disegnare il modello fu lo stesso Coke.

La bombetta è un cappello di feltro, dalla linea arrotondata e dimensioni contenute: in genere è nero, o al massimo grigio, semplice e lineare. La sua morbida dolcezza ha caratterizzato politici come Winston Churchill, artisti come Henri de Toulouse-Lautrec o personaggi mitici come Stanlio & Ollio e Charlie Chaplin: la bombetta e il bastone utilizzati da Chaplin durante le riprese di “Tempi moderni” è stata battuta all’asta a cifre da capogiro qualche anno fa. Sempre una bombetta portava George Banks, il “paffuto” papà del film Mary Poppins. Neanche il selvaggio West fu immune al suo fascino come dimostrano i ritratti di Butch Cassidy e Billy The Kid.

Oggi la bombetta è uno status symbol della generazione hipster, neologismo degli anni ’40 che indica alcuni giovani che stanno tentando una rivoluzione estetica anche attraverso il recupero della poesia del passato. Non c’è niente di strano allora se in questo rinnovamento è stata recuperata la bellezza gentile della bombetta, che ha fatto sognare tanto in passato e che forse riserva ancora molte sorprese.




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