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15 ottobre 2016

Chi erano davvero i paninari? Dagli anni 80 a Wikipedia.

Lo slang del paninaro dalla A alla Z: quali parole vengono utilizzate anche oggi?

drivein

Con il termine paninaro si identifica una sottocultura giovanile nata a Milano nei primissimi anni Ottanta e diffusasi in seguito in tutta Italia e in alcuni paesi europei. Tra le caratteristiche di questa sottocultura vi erano l’ossessione per la griffe nell’abbigliamento e in ogni aspetto della vita quotidiana, il rifiuto della politica e l’adesione a uno stile di vita fondato sul consumo, il divertimento ad ogni costo e la spensieratezza.”
Questa la definizione che trovate su Wikipedia.

I paninari interpretavano proprio lo spirito superficiale e consumistico degli anni ’80. Infatti coltivavano una passione maniacale per il proprio aspetto, o meglio “look“.
L’abbigliamento del paninaro prevedeva occhiali Ray-Ban, zainetto Invicta a righe, giacconi imbottiti (es. Moncler), stivali da cowboy (es. Frey o Durango), jeans appena sopra le caviglie (es. Levi’s , Enrico Coveri, Stone Island o Armani), felpe (es. Best Company), maglioni (es. Marina Yachting, Les Copains), cinture di pelle con grandi fibbie (es. El Charro), camicie a quadri (es. Naj Oleari), calzini decorati a rombi (della Burlington per i ragazzi e colorati della Naj Oleari per le ragazze) e scarponcini (es. Timberland) oppure scarpe sportive Vans (rigorosamente senza lacci).

Tra i principali interessi del paninaro vi sono i video musicali, i film trash, ascoltare canzoni di Falco e Duran Duran (Wild Boys è il suo inno), cuccare sfitinzie (conquistare paninare) e andare in moto (Zundapp 175 preferibilmente). Leit-motiv: fregarsene di tutto e di tutti.
Il luogo più frequentato dal paninaro è chiaramente il fast food; il suo stesso nome deriva dal bar milanese Al Panino (Piazzetta Liberty), dove si radunavano, già nel 1983, i primi “galli” (paninari) che frequentavano prestigiosi Licei privati e trascorrevano le vacanze in località esclusive. Questi successivamente si spostano al fast food Burghy di Piazza San Babila ed un casuale incontro con i Pet Shop Boys ispira i componenti del gruppo pop alla realizzazione della hit Paninaro (1986).

Lo “slang” dei paninari è modellato sul linguaggio giovanile dei giovani milanesi dei primi anni ottanta. Sono frequenti le abbreviazioni (es. Le Timba, Faccio il week a Curma), talora combinati agli accrescitivi (es. Panozzo), così come i continui ricorsi, spesso maccheronici, all’inglese (es. Una sfitinzia arrapation, Very original, Il mio boy) o ad altre lingue (I sapiens, Mi gusti mucho).

DIZIONARIO BASE DEL PANINARO

AL BRUCIO: con la massima velocità. Il post-panozzo si muove al brucio, ama al brucio, schizza al brucio, cartona al brucio. Più è gallo e più il suo agire deve essere disinvolto, imprevedibile, svelto. Al brucio, insomma.

AMBURGHESE: c’è gallo e gallo. Oltre ai giusti, esistono i “simili” e i “poppanti”, i “volere-e-non-potere”, denominati amburghesi, galletti sottosviluppati senza possibilità di miglioramenti futuri nel look, nella size e nel comportamento.

APPIOVRARE: come la piovra dai pericolosi tentacoli, il macho abborda la sfitinzia con adeguata manovra di appiovraggio. Sta a lei la scelta, starci o sparare schiaffazzi. L’appiovraggio non deve comunque mai risultare colloso: il giusto sa prendere con molta classe e disinvoltura.

ARTERIO: abbreviazione di arteriosclerotico, si attaglia a tutti i “vecchi”, proff o sapiens, che dimostrino il loro grado di indurimento arterioso disapprovando in qualche modo il paninarismo. Sinonimo di geronti e sapiens, a volte è detto affettuosamente.

BROCCOLARE: abbordare.

BURGHINO: sinonimo di paninaro, dal bar milanese Burghy, e in generale dall’hamburger, cibo prediletto delle bande paninare. Viene usato anche dalle bande in senso offensivo.

CALFORT: tipico esempio della presenza della pubblicità e del mondo del commercio nell’universo paninaro, questo termine è entrato come sinonimo di “cavolo” e simili nel vocabolario paninaro: “Cosa calfort stai facendo?”.

CAMOMILLARE: il vero gallo e la vera sfitty non si agitano mai troppo. Al tamarro che si gasa si dice: “Camomillati!” per fargli capire che sta esagerando. Anche i “geronti” spesso hanno bisogno di una buona “camomillata”.

CATERPILLAR: è una marca di trattori cingolati pesanti. Un caterpillara, per traslato, è uno che sfonda tutto. Una volta si diceva “è un bulldozer”. Non sempre ha connotazioni negative, entro certi limiti vuol dire aver carattere.

CAULE: “Che caule stai facendo?” E’ sinonimo di cavolo e del più moderno calfort. Si dice anche “Paninaro del caule!”. “Caule!” da solo, nudo e crudo, è un’esclamazione con vasta gamma di significati.

CEDRO: il gallo che non vuole qualificarsi banalmente gallo è il gallo cedrone, il più gallo che si sia, il best. La sua company è la più tosta e cedra. Il cedro ha tutte le sue cedronelle e tutto quello che fa di buono è cedro, cioè tosto e gallo.

CIFRA: sinonimo di moltissimo. Mi piace una cifra, mi prende una cifra, cioè mi piace veramente moltissimo. Come alternativa si usa “un cargo”.

CINESE: giovane di sinistra politicamente attivo.

CINGHIOS: tipico cafo o truzzo o tamarro periferico. Il paninaro considera le periferie urbane covo della specie peggiore dei capi di città. I cinghiosi sono di solito ragazzi vestiti con imitazioni che non sanno condurre il gioco con classe.

CIPPONARE: disturbare, scocciare. Il cipponatore è il rompi. “Cippona” è imperativo per “và via, scocciatore”. Cipponare è la classica cosa che un paninaro non fa mai.

COLLOSO: appiccicoso, come la colla.

COMPANY: la compagnia degli amici.

COTENNA: “sono fuori di cotenna”, dice la sfitty innamorata. “sto uscendo di cotenna”, dice il panino preoccupato per l’interrogazione di matematica. La cotenna è il senno, ma la cotenna si può anche fondere: “mi hai fuso la cotenna”, dice il panino alla sfitty arrapation.

CUCADOR: ogni gallo è per definizione un cucador, cioè ha per scopo finale il cucco: cuccare la squinzia, la fiocchettina. Il cucador, o cucador della pampa, è il gallo che spopola e piace da matti.

CUCCARE: cuccare una sfitinzia e farla diventare la propria girl, andare in giro con lei nelle disco e renderle noto il legame nell’ambito della company. Chi non cucca non è un gallo, chi va sempre in bianco è un amburghese.

ESTREMUNZIONE: interrogazione che ha di solito esiti fatali. Può essere scritta o orale. Il risultato è per lo più la cannata selvaggia. Ecco perchè viene paragonata al sacramento impartito ai moribondi. Che agonia!

EVERYDAY: sempre.

FALCHETTARE: puntare una sfitinzia.

FIOCINARE: generalemnete ci si fiocina un paninazzo, però qualunque cosa beccabile può venir opportunamente fiocinata, dalla sfitty al metrò.

FISSA: sono andato in fissa significa “mi sono fissato su quella cosa”. Tipico dei galli romani. Orecchia un po’ come l’andare in para. Da usare con moderazione.

FLOPPY: fiasco (un floppy), per analogia con flop.

FONATA: la telefonata. E’ lo strumento di comunicazione principe del paninaro, che telefona moltissimo (soprattutto le ragazze). Le bollette sono uno stress megagalattico.

‘GENZA: abbreviazione di intelligenza, di solito usato in senso ironico. “Sai che ‘genza!”. Per gli stessi motivi meglio evitare di abbreviare Eugenio in genio.

GAGGIO: metallaro, acerrimo nemico del gallo.

GALLO: il paninaro. Deriva forse dal gallo sul giubbotto Monclair, quello dei paninari DOC.

GALLATA: una gallata è un’azione da gallo. Sinonimo di dragata, una gallata è una cosa giusta, forte e tosta. Oppure una cosa piacevolissima. “Che gallata!” è un’esclamazione fondamentale nel dizionario del paninaro.

GARGAROZZA, GARGAROZZO: ennesimo debito nei confronti del vernacolo lombardo: la gargarozza è la gola del paninaro. “Mi sparo un paninazzo che mi smeriglia la gargarozza”.

GAS: chi si dà troppo gas è gasato, quello che spande e si dà tante arie, quello che fa la ruota. Darsi troppo gas è segno inconfondibile di tamarraggine acuta.

GINO: è il compagno un po’ addormentato, quello che arriva sempre per ultimo, che non capisce al volo l’arte del cucco, il meno panozzo della compagnia, insomma! I “gini” abitano a Ginolandia.

GIUSTO: ottimo, secondo l’ideologia paninara (troppo giusto!).

GOMMINA: elemento fondamentale nel look di certi paninari, la gommina (o gel) mantiene i capelli simil bagnato. Andando in moto c’è il rischio che il capello-gallo di scompigli. Così si usa il gel e resta tutto a posto.

GRANO: denaro, soldi.

GRIPPARE: dall’inglese grip, ghermire, afferrare qualcosa o qualcuno.

HELLO: salutazzo paninaro, usato con “iao” e “gniao”. I più chic pronunciano “àllo”, i puristi “ellòo”. C’è chi ha lanciato l’uso di “Hi” che si legge “hai”, ma non sembra che la brodaglia quagli granchè: non ha attecchito.

INFORRARE: nascondere da qualche parte in attesa di tempi migliori. Oltre a inforrare le cose, ci si autoinforra: “Mi sono inforrato al brucio!”.

INGRIPPARE: coinvolgere, intrigare: quando qualcosa o qualcuno interessano molto e coinvolgono parecchio. “Il Max m’ingrippa un casino”, ma anche “Nietsche m’ingrippa una cifra” e “Mi sono lasciato ingrippare in una storia ipertesa”.

INTAGLIARE: “Ce la siamo intagliata very original”, commenta il gallo occhieggiando la sfitty. Vuol dire che lei ci sta. Intagliarsela okay è un momento di ottimistica potenzialità paninaresca vincente.

IPERWARE: quando una panina è proprio molto arrapation, non si parla di hardware, ma di iperware, la suprema sintesi di un software e di un hardware dei più gallosi.

KISS: bacio (anche kissetti e kissettini e kissettoni).

LIBIDINE: piacere, godimento.

MANZIRE: andare con una preppy. In origine il verbo aveva a che vedere con gli accoppiamenti del bestiame, ma adesso è usato in maniera scherzosa, spesso come blando sinonimo di tacchinare e broccolare. Il segreto sta nell’usarlo nel contesto giusto.

MENATA: è una vecchia voce, ripresa per indicare tutto ciò che suscita noia. Può riguardare la sfera scolastica, lavorativa o familiare. “San Charro, che menata la cena dagli arterio l’altra sera!”.

MEUCCI: così viene definito il telefono, che è il grande protagonista della scena paninara. Il meucci, croce e delizia di tutti i paninari, è tramite di scambio per conversazioni utili o dilettevoli; l’unico neo è la conseguente bolletta del telefono: che horror!

MITRAGLIARE: fruire qualcosa con avidità e goderselo. “Mi sono mitragliato un paninazzo”.

OKAPPA: in regola.

PACCOSO: tutto ciò che è noioso, irritante, oppure che sa vagamente di bidone (fare il pacco, infatti, è sinonimo di bidonare). Anche una cosa o una persona possono essere paccose.

PANINAZZO: panino da vero gallo.

PAN-LOOK: tutto ciò che riguarda il look dei paninari è avvolto da un’aura di sacralità. Esistono regole precise, must e proibizioni. A volte è anche questione di territorio (cose molto “in” in certe zone, sono già “out” in altre). Il pan-look è quindi ricerca continua, novità ed evoluzione.

PEARL-HARBOUR: usato come sinonimo di grande disfatta, di fiasco, di débacle, fa riferimento al fatto storico: quando il 7 dicembre 1941 i giapponesi distrussero la flotta USA nel porto, appunto, di Pearl Harbour. “Che Pearl Harbour” – dice il gallo – “ho beccato tre in mate!”

PIUMINA: altro sinonimo per definire la panella, insieme con frittola, sfitinzia, sfitty, paperina ecc ecc. Forse deriva dall’uso dei giubbotti imbottiti, forse solo dall’idea eterea di una piuma che svolazza.

POSITIVO: con affermativo, è la risposta “sì” del panino tosto. “Tutto okappa?” “Positivo”, replica il gallo. Conciso e da duri. Anche una situazione o un atteggiamento possono essere positivi. “La faccenda si mette al positivo”.

PREPPY: la paninara.

PUFFOSO: tutto è puffoso per le sfitties: un film. un’amica, un regalo. Nei momenti di tenerezza anche il gallo più gallo può diventare puffoso… attenzione a non esagerare, però!

RAM: Random Access Memory, è la memoria di un computer che, volendo, conserva le informazioni solo finché rimane acceso. Quindi una cosa Ram è una cosa da dimenticare al più presto. Può essere una persona o una situazione: “Che momento Ram!”.

RAMBOSO: tipo tosto, come Rambo.

RANDOM: significa letteralmente “casuale” nell’inglese tecnico. Viene usato come avverbio. “Lo vedi spesso il Max?”. “Be’, random”. Oppure: “Ti random di cartoni”, ti picchio come viene viene.

ROMPICRANIO: rebus, rompicapo. “Che razza di rompicranio megagalattico”, dice la sfitty che deve decidere se comprare la felpa lilla o rosa confetto.

RUOTARE: correre con la moto.

SAPIENS: i genitori.

SCARAFAGGIO: scarafaggio è l’amburghese, il tamarro, il gino, il cinese, il cinghios, il gaggio… insomma tutti coloro che non possono grippare una sfitinzia da paura come solo un vero gallo sa fare!

SCHEGGIARE: filare a razzo, come una scheggia che vola al brucio. “Sono scheggiato via a razzo, volevano blindarmi di brutto…”.

SCHIODARE: mollare. Il gallo può schiodare o essere schiodato da una preppy. Oppure vuol dire scodellare, depositare, accompagnare. “Mi hanno schiodato sulla porta di casa”, dice la preppy riaccompagnata dai best friends.

SCOLLATO: “sei scollato?”, si sente dire il gallo che entra in disco senza la sua preppy. Lo scollato è colui che, al momento o in maniera cronica, è single. E’ sinonimo in certi casi di “eremita”.

SCROSTARSI: lasciare in pace, cipponare. “Scrostati gaggio!” dice il gallo al gaggio che fa il colloso con la sfitty.

SFITINZIA (dim. sfitty): la ragazza del gallo.

SLUMARE: sbirciare in modo allusivo, guardare di sottecchi. Soprattutto tra galli e sfitty: lui la sluma duro, lei lo sluma tenera… Di solito lo sfondo è costituito dalla disco e le casse devono sparare qualcosa di adatto all’atmosfera. Da cosa nasce cosa, si comincia sempre con una slumata e poi…

SMAKKOTTI: baci.

SOLUTION: la soluzione del rompicapo, dei problems, all’inglese: “Se non trovo solution mi lego ad una pianta di fragole”.

STOPPARE: bloccare, chiudere, tappare ovvero fermare. Da stop, in tutti i suoi significati. Anche stop è molto usato.

SWATTARE: dire, raccontare. “Ma che stai swattando?”, esclama il gallo che non crede all’interlocutore. Oppure: “Adesso ti swatto tutto per filo e per segno…”.

TACCHINARE: fare la corte. Può essere un gallo a tacchinare la sfitty o viceversa. Fine supremo del tacchinaggio è ovviamente il cucco. L’andatura sussiegosa del tacchino rende bene l’idea del tosto in vena di broccolare sfitties.

TAROCCO: falso, imitazione.

TELARE: filarsela a tutta velocità. “Ero solo contro cinque tamarri, che altro potevo fare se non telare al brucio?” dice il gallo swattando il suo recente floppy.

TILT: tipico vocabolo post-sessantottito, tilt è coetaneo dei primi computer. Anche i sapiens andavano in tilt. Però è ancora usato, anche se più raramente di andare in para o smelonare.

TOGO: buono, giusto, che va bene e che piace: “che ne dici di quel gallo? Mi prende una cifra!”. “Anche a me sembra toghissimo!”.

TUBONE: Motorino 50, di solito elaborato, con una sola trave (il tubo, appunto) a fare da telaio e carrozzeria. Si pensi al “Sì” della Piaggio, o il Malaguti Fifty, per non parlare del Garelli a quattro marce.

UVA: per i paninari non è un frutto settembrino, bensì uno strumento che assicura il colo bronzo per tutto l’anno. Si tratta dei raggi ultavioletti che rosolano alla perfezione e garantiscono il look giusto per il cucco giusto.

VERY ARRAPATION: molto sexy.

VINAVIL: fare vinavil significa stare alle costole del panino o della sfitty che si sta tacchinando con ferocia determinazione. Spesso è controproducente e il tacchino si secca. In generale che fa molto vinavil non è molto stimato dalla company.

ZUNDAPP: la moto del gallo. Era un motociclo 125 con scritta 175 sulla fiancata (per andare in autostrada).

 




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