Web Analytics Il self-serving bias: perché è necessario esserne consapevoli. - The Mood Post

Per migliorare la tua esperienza utilizziamo i cookie. Continuando a utilizzare questo sito, accetti di utilizzare i cookie su The MoodPost. Cookie Policy.X

03 luglio 2016

Il self-serving bias: perché è necessario esserne consapevoli.

Michael Jordan, pur avendo sbagliato 9000 tiri in carriera, è il più grande giocatore di basket di tutti i tempi.

basket-video

Michael Jordan, il giocatore di basket più famoso al mondo, ha dichiarato: “Nella mia carriera ho sbagliato più di 9000 tiri. Ho perso 300 partite. Per 36 volte i miei compagni si sono affidati a me per il canestro decisivo e io l’ho sbagliato. Ho fallito tante e tante volte nella mia vita. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto“.

Michael Jordan è quindi ben consapevole del self-serving bias, un concetto della moderna psicologia sociale che si riferisce alla tendenza a prenderci il merito dei nostri successi e ad attribuire ad altri – la sfortuna, il prossimo, la società – la responsabilità dei nostri fallimenti.
In altri termini il self-sefving bias è un fenomeno per cui tendiamo a sopravvalutare le nostre qualità e a sminuire i nostri difetti e i nostri limiti: se superiamo una prova, questo dipende dalla nostra abilità, se non la superiamo l’insuccesso dipende da fattori esterni.

Questo fenomeno è presente in tutti i settori. Nel mondo dello sport, dove la vittoria è il risultato del duro allenamento e la sconfitta è colpa degli arbitri. Nell’economia e nella finanza, dove i profitti sono merito di abili manager e le perdite sono colpa della crisi. Nella scuola, dove i bei voti dipendono dalla nostra intelligenza e quelli brutti dall’eccessiva severità dei professori.
Addirittura pensate che nove automobilisti su dieci considerano le proprie capacità di guida al di sopra della media, mentre probabilmente non è affatto così…

La consapevolezza del self-serving bias può avere solo conseguenze positive: migliorare i nostri rapporti personali, trasformare la nostra concezione di successo o insuccesso, e soprattutto accettare che le nostre sconfitte. che vanno colte e apprezzate, dipendono anche da noi.
E se anche Bill Gates (“Il miglior modo per raggiungere il successo è raddoppiare il numero dei nostri fallimenti”) e Goethe (“Gli errori dell’uomo sono ciò che in realtà lo rendono amabile”) la pensano così…

firma_danilo_TheSnarky




Commenti

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *