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14 luglio 2014

Il meraviglioso mondo della bioplastica e le sue eco-proprietà

La bioplastica, il nostro futuro. Vediamo da dove deriva e i vari usi che possiamo farne

bioplastica

La bioplastica deriva da materie prime rinnovabili o è biodegradabile o, in alcuni casi, ha entrambe le proprietà. Ha la caratteristica di essere biodegradabile perché deriva da materie prime vegetali rinnovabili annualmente. Il tempo di decomposizione è di qualche mese in compostaggio, contro i 1.000 anni richiesti dalle materie plastiche sintetiche derivate dal petrolio. Le bioplastiche attualmente sul mercato sono composte principalmente da farina o amido di mais, grano e altri cereali. Non rendono sterile il terreno sul quale vengono depositate, anzi consentono di ricavare concime fertilizzante per l’impiego in agricoltura dai prodotti realizzati quali biopiatti, biobicchieri, bioposate.

I vantaggi di usare materiali biologi sono diversi: innanzitutto è un’ottima alternativa a riciclaggio e reimpiego che non comporta compiti ulteriori per i consumatori, oltre la scelta a monte e il consumo. Inoltre i rifiuti bio possono teoricamente essere depositati tutti in discarica, data la loro rapida biodegradabilità. Per quanto riguarda i vantaggi per l’ambiente, la scelta di materiali bio ha un impatto inferiore rispetto ai materiali che necessitano dello smaltimento, con un dispendio di energia ed emissioni derivanti dal processo più bassi rispetto alla termovalorizzazione e al compostaggio.

Questa scelta ecologica riduce gli oneri di gestione dei rifiuti nel caso in cui i materiali bio inizino a sostituire vetro, plastiche e rifiuti riciclabili; ovvero nel caso in cui produttori di generi alimentari utilizzino materiali bio per gli imballaggi e i produttori di plastiche immettano in commercio plastiche biodegradabili. Ciò consente inoltre di ridurre il numero di contenitori per i rifiuti sul territorio e i costi logistici di deposito. La bioplastica consente anche la riduzione di emissioni di fumi tossici nel caso di incenerimento.

Attualmente contiamo tre tipi di bioplastiche: il Mater-Bi, il PLA e il Biolice. Il Biolice, in particolare, è un materiale biodegradabile che si ottiene dalle farine di mais e grano. Questa caratteristica lo rende ancora più “sostenibile” del resto delle bioplastiche, giacché consente di risparmiare una gran quantità d’acqua che occorre, invece, per la produzione dell’amido con cui si lavorano gli altri tipi di bioplastiche.




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