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03 settembre 2014

L’Urlo di Munch: analisi dell’autoritratto espressionista

Un'opera d'arte rappresentativa dei più intimi stati d'animo dell'artista

L'Urlo di Munch

L’urlo di Munch è stato dipinto nel 1893 durante un periodo transitorio unico nella storia dell’Arte, subito dopo la fine dell’Era Realista, periodo in cui gli artisti si concentravano sulla tecnica. L’opera ha molte analogie con la famosa La notte stellata di Vincent Van Gogh. I due quadri sono stati dipinti verso la fine del secolo, con colori vivaci e figure di forme semplicistiche, ed entrambi gli artisti lottarono con la follia durante la loro vita.

Quest’opera aprì l’epoca degli Espressionisti, non più realismo delle forme e contenuti, ma rappresentazione di sentimenti interiori ed emozioni attraverso la pittura La notte stellata e L’Urlo cadono entrambi tra questi due distinti periodi della storia dell’Arte, ma a differenza di Van Gogh, Edvard Munch ricevette molta attenzione dal pubblico per la sua arte (molte furono le polemiche e le critiche).

Nei suoi diari, l’artista ammette di aver lottato con la follia, non solo a livello personale durante la vita, ma anche attraverso la sua famiglia, la sorella, infatti, fu ricoverata per infermità mentale. Ciò che rende Edvard Munch un diverso tipo di artista è che ci mostra un onesto assaggio dei suoi problemi interiori e sentimenti di ansia attraverso la sua pittura dando più importanza al significato personale che all’abilità tecnica o alla bellezza, obiettivi tradizionali delle opere d’arte.

La scena rappresentata nel quadro è ispirata a un episodio realmente vissuto dall’artista, egli racconta infatti che una sera al tramonto, mentre passeggiava sul un ponte della città di Nordstrand con degli amici, incominciò a sentirsi incredibilmente stanco, il cielo diventò rosso sangue, vide delle lingue di fuoco accanirsi contro di lui e sentì un urlo infinito dalla natura.

Mentre una serata passata fuori a camminare con l’acqua che scorre potrebbe sembrare rilassante, a ben guardare si vede che Munch in realtà subisce un forte momento di crisi personale, quasi esistenziale. Sullo sfondo del dipinto, possiamo vedere due persone a piedi (probabilmente i due amici che Munch descrive), nella direzione opposta, creando dei sentimenti di isolamento e paura.

Alla maniera di un vero pittore espressionista, Munch utilizza il colore per esprimere le sue reazioni emotive nell’ambiente che lo circonda, commentando il cielo “rosso” e il “nero bluastro” fiordo, descritto quasi come un divorante buco nero dell’ inferno dove “lingue di fuoco “selvaggiamente leccano il soggetto esausto e sopraffatto.

Da questo racconto quindi il soggetto di The Scream può essere lo stesso artista, ma a causa dell’ambiguità del sesso del soggetto, non si riconosce un uomo o una donna, la persona raffigurata potrebbe anche essere una combinazione tra Edvard Munch e sua sorella malata.

 




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